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La Russia risponde all’ultimatum di Netanyahu in Siria con un avvertimento a Israele

di Darius Shahtahmasebi,

La scorsa settimana, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito il Presidente russo Vladimir Putin in persona che Israele non tollererà una presenza militare iraniana in Siria che minacci gli interessi di Israele. Netanyahu ha anche dichiarato che Israele è pronto a intervenire in Siria per frenare la presunta minaccia.

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Sul momento, Putin non ha risposto specificamente alla questione di Israele con l’Iran. Ciò ha procurato alcune incertezze sulla posizione della Russia riguardo l’attuale conflitto dato che la Russia vede l’Iran come un alleato strategico. Allo stesso tempo, tuttavia, la Russia probabilmente non vuole essere trascinata in un battibecco regionale tra Israele e la Repubblica islamica.

Tuttavia, secondo il Washington Examiner, un canale di informazione conservatore, la Russia ha risposto mettendo in guardia Israele a non autorizzare alcun attacco contro postazioni militari iraniane in Siria. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha detto ai giornalisti:

“Se qualcuno in Medio Oriente o in altra parte del mondo intende violare il diritto internazionale minando la sovranità o l’integrità territoriale di qualsiasi altro paese, incluso qualsiasi paese del Medio Oriente o dell’Africa settentrionale, questo verrebbe condannato.”

Ha anche aggiunto:

“Per quanto riguarda qualsiasi spazio di cooperazione tra Iran e Siria, la mia posizione è che se la loro cooperazione in qualunque campo non viola le disposizioni fondamentali del diritto internazionale, non dovrebbe essere motivo di discussione.”

Questa linea di pensiero da parte della Russia è stata confermata dal Times of Israel in un articolo che afferma che anche i funzionari americani hanno accettato di consentire alle milizie iraniane di prendere posizione in Siria a meno di dieci chilometri dalla regione delle alture del Golan, che è tecnicamente sotto controllo israeliano. In base a tale disposizione, gli osservatori russi pattuglieranno le zone di tregua, ed è questo che ha scosso funzionari israeliani. Una presenza militare russa nella zona può limitare la capacità di Israele di colpire le forze filo-iraniane e filo-siriane all’interno del territorio siriano.

Forze speciali russe in Siria

Ci sono anche ulteriori segnalazioni sul posizionamento del sistema di difesa anti-missile S-400 russo vicino a una fabbrica di armi iraniane in Siria che presumibilmente fornisce a Hezbollah armi che potrebbero essere utilizzate contro Israele.

In risposta alle paure di una presenza iraniana aumentata e protetta, un alto funzionario israeliano si è fatto avanti giorni fa affermando che se l’Iran si espande in Siria, Israele risponderà colpendo i palazzi presidenziali siriani di Bashar al-Assad.

Questo può essere l’obiettivo finale della conduzione della guerra degli Stati Uniti. Se gli Stati Uniti possono provocare un confronto diretto tra Israele e Iran, la logica di intervenire più pesantemente per contrastare sia Iran che Siria sarà molto più concreta, in particolare se ci fosse la preoccupazione di difendere un alleato americano. Un recente sondaggio ha rilevato che la maggioranza degli americani sarebbe a favore di un attacco nucleare contro l’Iran, con l’uccisione di 2 milioni di civili, se l’Iran attaccasse per primo l’esercito degli Stati Uniti in una guerra convenzionale. Ugualmente, la maggioranza degli americani può anche ritenere che una tale opzione militare sarebbe giustificata se gli Stati Uniti agissero per difendere un alleato americano.

Questo scenario ipotetico spiegherebbe almeno la decisione dell’America di permettere alle truppe iraniane di essere così vicine al confine con Israele, dato che l’attuale amministrazione Trump è incredibilmente anti-iraniana.

Tuttavia, presenza militare della Russia e dispiegamento dei suoi sistemi di difesa possono in definitiva complicare questo scenario sia per gli Stati Uniti che per Israele, che, prima o poi, dovrebbero ammettere di aver realisticamente perso la guerra in Siria.

Traduzione: Simonetta Lambertini – invictapalestina.org

Fonte: Ronpaulinstitute

via Controinformazione

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