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La Russia invia contingenti di forze speciali in Siria e Israele si preoccupa

La Russia ha inviato un nuovo contingente di truppe speciali in Siria per rinforzare la sua presenza militare nel paese arabo, nel contesto di un accordo di tregua. In particolare sono sbarcati in Siria circa 2.000 effettivi appartenenti alle forze terrestri che sono stati posizionati nella zona est della Siria, vicino a Palmira.. Si tratta di forze costituite da veterani e riservisti delle unità d’elite dell’Armata Russa e delle Forze aerotrasportate.

Questo spiegamento di forze russe preoccupa molto le autorità israeliane, in specie da quando unità terrestri russe si sono posizionate a pochi kilometri dalle alture del Golan occupato, in prossimità della frontiera fra Siria-Israele dove avvenivano le frequenti incursioni dell’aviazione israeliana e dove operavano gruppi terorristi collegati ad Al-Qaeda appoggiati da Israele.

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La presenza di queste forze russe ha di fatto bloccato i piani di espansione di Israele che progettava di annettersi una fascia di territorio siriano (oltre alle alture del Golan) con il pretesto di una zona cuscinetto per la propria sicurezza.
Questo spiega il fatto che vari portali di informazioni di Israele accusano la Russia di aver inviato “mercenari” in Siria che operano sotto bandiera di Mosca per mantenere il controllo del paese e sostenere il regime di Bashar al-Assad.

Queste fonti omettono di informare che in Siria si è avuta la più grande affluenza di mercenari provenienti da vari paesi, circa 300.000 nell’arco di 5 anni si calcola, arruolati su incarico della CIA e di altre agenzie di intelligence degli USA e dell’Arabia Saudita per combattere in Siria contro il governo di Bashar al Assad. Le fonti israeliane non scrivono dei campi di addestramento creati dai servizi USA in Giordania ed in Turchia dove i mercenari venivano addestrati da istruttori statunitensi e britannici e tanto meno racconta delle centinaia di tonnellate di armi inviate in Siria (attraverso la Turchia) per mezzo di varie operazioni di ponte aereo realizzate dagli USA, con imbarco dei carichi di armi dalla Croazia e dalla Bulgaria.

Forze speciali russe

Queste notizie sono state confermate ultimamente anche dai più importanti media USA che hanno stimato come gli aiuti in armamenti forniti ai “ribelli siriani”, per oltre un miliardo di dollari siano stati il maggiore sforzo sostenuto dagli USA dai tempi della prima guerra in Afghanistan. I mercenari in Siria, appartenenti a circa 90 nazionalità, hanno operato in buona parte con salari pagati dall’Arabia Saudita ed armamenti forniti sia dagli USA che dall’Arabia Saudita, dalla Francia e da Israele, come si è verificato dai vari depositi di armi sequestrati ai terroristi dall’Esercito siriano. I mercenari jihadisti disponevano spesso anche di armi sofisticate come i lanciarazzi Tow e sisemi di puntamento e di infrarossi.  Vedi: NYT: Gli USA hanno speso oltre 1 miliardo di dollari per “armare” i ribelli” in Siria

L’intervento russo, dopo una campagna di bombardamenti in appoggio delle forze siriane, ha consentito all’Esercito siriano ed ai suoi alleati (Hezbollah libanese e forze popolari) di riconquistare quasi tutte le zone che erano sotto il controllo dei terroristi e di evitare la spartizione della Siria che era nei piani del Pentagono, come risulta dai documenti desecretati, con il placet anche di Israele e dell’Arabia Saudita.

Israele si era opposto alla tregua ed alla presenza militare russa nel sud della Siria ed avrebbe preferito che quelle zone fossero occupate da truppe statunitensi piuttosto che dai russi.
Tuttavia Washington non ha mostrato interesse nell’immischiarsi in questa zona così che la Russia si è presa l’incarico di vigilare sull’intera area, secondo gli accordi raggiunti nel vertice fra il presidente Donald Putin ed il presidente Donald Trump.

Tutto questo ha provocato le ire del  premier israeliano Netanyahu che ha dovuto sottostare agli accordi riservandosi però di intervenire nel caso che “sia minacciata la sua sicurezza”.
Con i russi e gli iraniani alle sue frontiere, Israele ha dovuto ridimensionare i suoi piani di espansione a spese della Siria: il progetto della “Grande Israele” elaborato dagli strateghi di Tel Aviv viene al momento riinviato.

Traduzione e sintesi: Luciano Lago – Controinformazione

Fonti:  South Front

The Tower

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