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La flotta Usa teme i missili russi

Per la prima volta dalla fine della guerra fredda, la Marina Militare degli Stati Uniti

considera le nuove armi moderne della Russia come una minaccia per le sue unità di superficie. Il comando della Sesta Flotta della US Navy di Napoli, lo scorso anno, ha urgentemente richiesto al Pentagono che le quattro cacciatorpediniere schierate a Rota, in Spagna, venissero equipaggiate con sistemi in grado di rilevare e distruggere autonomamente missili anti-nave. L’implementazione sulla USS Porter, la prima delle quattro cacciatorpediniere classe Arleigh Burke in servizio con la Sesta Flotta, si è conclusa lo scorso novembre con test conclusi lo scorso marzo. La US Navy teme la nuova capacità A2 / AD della Marina russa per possibili scenari operativi identificati nel Nord Atlantico e nel Mediterraneo. In sintesi, la strategia anti-Access, Area Denial costringe un avversario ad operare lontano dalla riva o dalle acque regionali a causa dei missili a lungo raggio di precisione in linea.

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Le quattro cacciatorpediniere classe Arleigh Burke in servizio con la Sesta Flotta riceveranno il sistema SeaRAM, che combina un sistema radar ed elettro-ottico di rilevazione ad un lanciatore Rolling Airframe Missile (solitamente da undici missili) per un sistema autonomo che non necessita di informazioni esterne per impegnare le minacce. Il comando di Napoli teme il livello raggiunto dai missili Kalibr e la loro capacità di colpire bersagli a 1500 km di distanza, più volte dimostrata dai russi durante l’intervento militare contro le postazioni dello Stato islamico in Siria.

Preoccupazioni condivise dall’Office of Naval Intelligence che in un rapporto di pochi mesi fa, identifica il Kalibr come il principale asset che ha modificato la nuova strategia della Marina russa nella strategia A2/AD.

La US Navy vuole unità in grado di implementare soluzioni diversificate per eliminare molteplici minacce. Le cacciatorpediniere classe Arleigh Burke nel Mediterraneo saranno tutte dotate di sistemi difensivi a lungo raggio (SM-6), medio (Sm-2) e corto raggio (Close-in weapon system per l’ultima linea di difesa). Soluzioni comunque temporanee. Quando entreranno in servizio i missili ipersonici, la US Navy dovrà ripensare ad un altro sistema in grado di contrastare tale minaccia anche se contro un attacco “a sciame” potrebbe non esserci difesa.

Fonte: Occhi della Guerra

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